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Danni da Agenti Chimici e Fisici

I nostri occhi possono venire a contatto ogni giorno con molte sostanze chimiche in grado di provocare danni alla superficie oculare.
Spesso nel maneggiare flaconi o contenitori può capitare che qualche goccia vada a raggiungere gli occhi e provocare lesioni estese alla superficie oculare, agli strati della cornea e all’intero segmento anteriore dell’occhio (congiuntiva e palpebre).
A causa della loro presenza nei detergenti domestici e nei materiali da costruzione, le lesioni da sostanze alcaline (pH basico maggiore di 7) sono molto più frequenti di quelle provocate da sostanze acide (pH minore di 7). Recenti studi riferiscono che l’incidenza delle causticazioni oculari varia dal 7,7% al 18% di tutti i traumi oculari.
Hanno tossicità alta gli antitarme (naftalina, canfora), candeggianti (perborato di sodio o ipoclorito di sodio), detergenti per wc (benzalconiocloruro, acido fosforico e tensioattivi), detersivi per lavastoviglie (soda caustica, sali di cloro e tensioattivi), anticalcare (acido cloridrico o solforico o fosforico o formico), disgorganti per lavandini e wc (soda caustica o acido fosforico), prodotti per pulire il forno (soda caustica e butilglicole), smacchiatori (trielina, percloroetilene, acquaragia, acetone).
L’acido solforico è la più frequente causa di lesioni da acidi in quanto reagendo con la componente acquosa del film lacrimale produce calore e ustione dell’epitelio corneale e congiuntivale.
Nel caso di sostanze alcaline, le lesioni più gravi sono causate all’ammoniaca presente nei detersivi per la casa e dalla soda caustica soprattutto presente nei prodotti per la pulizia. Entrambe le sostanze penetrano infatti molto velocemente nella superficie oculare e possono produrre severi danni al segmento anteriore.
L’idrossido di magnesio presente nei fuochi d’artificio determina danni molto gravi perché al danno chimico si associa il danno termico.
Una lesione molto comune è, però, quella da calce, particolarmente nella forma di gesso, le particelle rimaste nei fornici congiuntivali (pieghe delle palpebre) dovrebbero essere identificate e rimosse prontamente.
Prima di tutto bisogna lavare l’occhio lesionato con abbondante soluzione salina, se non disponibile anche solo con acqua di rubinetto per rimuovere velocemente la sostanza tossica.
Nei casi di causticazioni gravi si deve ricorrere all'ospedalizzazione.
Con le recenti acquisizioni fisiopatologiche e le tecniche chirurgiche di ricostruzione della superficie oculare, la terapia delle lesioni chimiche permette di ottenere buoni risultati. Molto importante per il buon esito della terapia è la tempestività del primo intervento. Bisogna controllare l’infiammazione, minimizzare l’ulcerazione e favorire la riepitelizzazione corneale.

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Di notevole interesse sono anche le lesioni causate da agenti fisici ed in particolar modo dalle radiazioni solari.
L'occhio, per la sua funzione specifica e per la sua posizione anatomica, è continuamente esposto a sollecitazioni luminose. Fortunatamente, tuttavia, possiede la capacità di neutralizzare in parte gli effetti delle radiazioni solari: l'ammiccamento, la contrazione della pupilla, l'aggrottamento delle sopracciglia sono infatti meccanismi di difesa molto efficaci.
Inoltre, i pigmenti oculari presenti nella retina (luteina, zeaxantina e melanina) hanno l'importante funzione di filtrare la luce. Il cristallino, che ha la funzione di far convergere sulla retina le immagini, è una lente biologica in grado di assorbire gran parte delle radiazioni solari.
Spesso, tuttavia, queste misure protettive possono non essere sufficienti, soprattutto in condizioni estreme, quando il riverbero della luce è maggiore (es. al mare, sulla neve o nelle giornate molto soleggiate) o per chi ha occhi particolarmente sensibili (es. portatori di lenti a contatto).
I danni causati dalle radiazioni solari sull'occhio sono maggiori di quanto si possa pensare.
Le componenti nocive della luce solare sono concentrate nell’area delle radiazioni ad alta energia, cioè nel campo blu-violetto ed ultravioletto, ma anche le radiazioni infrarosse che noi non vediamo non devono essere sottovalutate.
Le più comuni alterazioni che i raggi solari possono provocate alle diverse strutture dell’occhio sono:
1. Secchezza oculare – L’eccessivo caldo e la secchezza dell’aria possono aumentare l’evaporazione del film lacrimale e quindi dare irritazione e difficoltà ad aprire gli occhi.
2. Congiuntivite – L’esposizione continua a luce molto intensa può determinare un aumento di afflusso di sangue nei capillari della congiuntiva, e quindi gonfiore, rossore, bruciore e prurito. Si tratta di un disturbo da non sottovalutare, perché a volte può cronicizzare o dare luogo a complicanze più gravi.
3. Cheratite – Si tratta di un'infiammazione della cornea, che può comparire dopo una esposizione intensa ai raggi solari senza l’utilizzo di lenti schermanti. Si manifesta con dolore nel chiudere gli occhi e senso di corpo estraneo, come un granello di polvere, nell’occhio.
4. Cataratta – Consiste in una diminuzione dell’acuità visiva causata dalla perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale presente nell’occhio interno. E’ molto più frequente nelle persone più esposte alla luce solare.
5. Danni alla retina – La retina è la delicata e sottile membrana che ricopre l’interno dell'occhio importante per la visione. Le radiazioni UV e blu-violetto sono responsabili di diverse patologi retiniche come l’Edema Maculare Cistoide, i Melanomi Oculari e soprattutto la Degenerazione Maculare Legata all’Età, che è oggi nei paesi industrializzati una delle più comuni cause di cecità.

E’ importante dunque proteggere la vista dai raggi ultravioletti, evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata e utilizzando occhiali da sole adeguati.
Vitamine e sali aiutano a combattere l’accumulo dei cosiddetti “radicali liberi” che possono danneggiare le diverse strutture oculari. Queste sostanze definite “antiossidanti” sono la vitamina A, C ed E, il betacarotene e la luteina, elementi come lo zinco e il selenio.
La Luteina, in particolare, è un pigmento giallo che si trova in molti vegetali, frutta, grano e anche nel tuorlo d’uovo. Non prodotta dal nostro organismo e quindi assunta solo con i cibi, si accumula soprattutto nell’occhio e in particolar modo nella macula (parte centrale della retina). Oltre ad essere un potente antiossidante, forma il “pigmento oculare” che assorbe i raggi della luca blu e quelli ultravioletti (UV).

L’arrossamento oculare può essere causato anche da traumi che determinano emorragie a livello dei vasi sanguigni congiuntivali. In caso di colpi all’occhio di particolare violenza che determinano abbassamento della vista ed emorragia richiedono sempre un controllo da parte del medico oculista.