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Allergie
polline
L' allergia è una reazione abnorme e specifica messa in atto dal sistema immunitario di alcuni “soggetti predisposti” nei confronti di sostanze, dette allergeni, che per altri soggetti risultano comunemente innocue.
In Italia, il 15% della popolazione soffre di allergie, come nella maggior parte dei Paesi occidentali, dove si registra un incremento annuo del fenomeno pari al 10-15%.
Sulla base delle caratteristiche allergologiche, cliniche e citologiche oculari è possibile suddividere le varie forme di congiuntivite allergica, cioè dell' infiammazione della congiuntiva (membrana che ricopre la superficie esposta del globo oculare e la parte interna delle palpebre)  in:
Congiuntivite allergica propriamente detta è la più frequente, corrisponde ad una infiammazione della congiuntiva ed è spesso associata ad una infiammazione della mucosa nasale con  sensazione di naso ostruito, che cola, di prurito, di starnuti ripetuti. E' caratterizzata da una sensibilizzazione a diversi allergeni  come ad esempio le graminacee, o la polvere o al pelo di animali domestici. La congiuntivite allergica è caratterizzata dalla mancanza di secrezione purulenta e si riconosce per il forte prurito e gonfiore della congiuntiva che interessano quasi sempre entrambi gli occhi e sono accompagnati da lacrimazione intensa. Una volta fatta la diagnosi si può procedere alla terapia, che consiste nella somministrazione di colliri spesso anche associati a spray nasali se è presente anche la rinite.
- Si può far uso di antistaminici quando l' esposizione all' allergene è inevitabile. Infatti essi rappresentano uno dei trattamenti tradizionali di diverse forme di allergia.
- Si può ricorrere alla  terapia topica con corticosteroidi per breve tempo. Questi, grazie alla loro spiccata azione antinfiammatoria, sono  farmaci  efficaci nel trattamento delle forme acute. I pericoli dell' uso prolungato di cortisone non sono, però,  da sottovalutare.
- Inoltre si possono usare gli agenti stabilizzanti di membrana che fungono da terapia preventiva, e quindi  da assumere prima del contatto con l' allergene. Infatti sono di scarsa utilità quando i sintomi sono già presenti.
- Infine  l' immunoterapia ("vaccini desensibilizzanti"), consiste nell' iniettare sottocute quantità gradualmente crescenti dell' allergene specifico, allo scopo di modificare nel tempo la risposta immunitaria della persona allergica.
occhio
La congiuntivite primaverile è una infiammazione bilaterale della congiuntiva, ad andamento cronico ma con picchi stagionali nel periodo primaverile. E' una malattia che colpisce generalmente bambini in età prepubere ed è raro riscontrarla al di sopra dei 30 anni. I principali sintomi e segni della congiuntivite primaverile sono, oltre al prurito: iperemia marcata, lacrimazione, fotofobia, sensazione di corpo estraneo.
Si è soliti affermare che la malattia tende a scomparire da sola nel periodo della pubertà anche se casi di congiuntivite primaverile protratta sono stati spesso segnalati. Quando la sintomatologia è intensa è necessario l' uso dei cortisonici locali sotto stretto controllo specialistico.
La congiuntivite atopica è quella più grave ed è associata ad eczema. Questo tipo di congiuntivite può apportare complicanze sulla funzione visiva. Circa il 10% dei pazienti con dermatite atopica sviluppa congiuntivite atopica e la terapia prevede l' uso di steroidi.
La congiuntivite giganto-papillare è stata osservata e descritta per la prima volta in portatori di lenti a contatto e successivamente in portatori di protesi oculari e suture. Generalmente tale sindrome si manifesta con un tempo medio di 8 mesi circa dall'uso iniziale di lenti a contatto morbide ed 8 anni dall'uso di quelle rigide. Inizialmente il paziente presenta solo un lievissimo aumento della secrezione mucosa al mattino, successivamente tale secrezione compare anche durante il giorno e si intensifica sempre più. Nell'ultima fase compare prurito intenso, bruciore e dolore e forte reazione del tessuto papillare.